sabato, 17 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: L'ULTIMA BATTAGLIA
Produzione: Toei Animation
Regia: Masayuki Akehi
Anno: 1989
Formato: film cinematografico

Gli spiriti rancorosi di Eris, Apollo e e Poseidon hanno risvegliato dal suo lungo sonno Lucifero, l'angelo decaduto. Il sovrano dell'oltretomba sconfigge quindi i gold saints, e inizia a distruggere e devastare il pianeta con la furia delle acque e della terra. Dietro la promessa di smettere con la sua opera di devastazione la dea Athena promette a Lucifero di sacrificargli la vita, ma i cinque bronze saints della dea cercheranno in ogni modo di impedirlo...
Quarta puntata della tristissima saga dei film cinematografici dei cavalieri dello zodiaco, ed ennesimo buco nell'acqua. Anzi, di più: probabilmente l'Ultima Battaglia ha davvero i numeri per essere considerato il peggiore in assoluto dei cinque film, sopratutto perchè dopo ben tre puntate lo staff Toei sembra non aver minimamente imparato dai suoi errori, ripresentandoli spudoratamente per l'ennesima volta. Se il precedente "La Leggenda dei guerrieri scarlatti" aveva perlomeno incrementato la durata complessiva di girato lasciando intendere la volontà di rendere i successivi film più lunghi (almeno gli scontri ne guadagnerebbero in durata!) rieccoci tornare qui a quei ridicoli 45 minuti del passato che tanto avevamo odiato. Fosse solo questo il problema... riecco i cinque saint sconfiggere quelli avversari in pochissimi minuti; riecco Shun che viene salvato dal fratello (riuscirà mai a sconfiggere un nemico per conto suo?); riecco un Seiya debolissimo farsi mille problemi esistenziali nel non riuscire a salvare l'adorata Saori; riecco sempre Seiya risorgere dalle ceneri e risolvere tutto in un secondo con l'aiuto dell'armatura del Sagittario... tutto ma proprio tutto è una copia spudorata delle tre puntate precedenti, nemici monocaratterizzati inclusi. E come se non bastasse questa volta le musiche sono insignificanti, il chara discontinuo (si vede che Kurumada ha messo stavolta di suo solo degli abozzi) e le animazioni addirittura riciclate, e sì che stiamo parlando di un film cinematografico! Chiude il commento su questo filmetto la barbina figura riservata ai gold saints (tutti annientati in un secondo senza riuscire a fare nulla?!); l'incredibile collegamento che cerca di mettere in continuity i film precedenti con la serie tv (con risultati esilaranti: come fanno a convivere Poseidon, Eris e Apollo quando ciascuna delle loro saghe rendeva inattuabile l'altra?) e sopratutto la ridicola libertà poetica con cui la Toei è riuscita a mischiare allo stesso tempo la mitologia greca ed induista a quella cristiana (?!), con risultati trash per chi ha una minima idea dell'argomento di cui si sta parlando. Magari come nei film precedenti i fans di Saint Seiya riusciranno a reputare anche questa Ultima Battaglia un filmetto sufficiente, ma vedere come la Toei dopo 3 anni si ostina a riproporre la stessa identica minestra senza idea alcuna lascia ben capire quanto a loro interessi dare luce ad un prodotto degno della fama che si porta. Assolutamente insignificante.
lunedì, 12 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: LA LEGGENDA DEI GUERRIERI SCARLATTI
Produzione: Toei Animation
Regia: Shigeyasu Yamauchi
Anno: 1988
Formato: film cinematografico
Abel, reincarnazione del dio del sole Febo, chiede a sua sorella Athena di aiutarlo nel suo piano per epurare la Terra dall'intera umanità, in vista di un nuovo regno divino. Sotto lo stupore dei bronze saint la dea accetta la proposta del fratello, e dice loro che non le servono più mandandoli in pesante sconforto e depressione. In verità la dea cerca da sola di rovinare i piani del fratello, ma viene da questi quasi uccisa. I cinque bronze saint tenteranno quindi disperatamente di salvarla affrontando così i servi di Abel, tra cui figurano anche i gold saint resuscitati per l'occasione...
Ennesima delusione. Basterebbe questa frase per liquidare il terzo film dedicato alle avventure di Seiya, se non fosse per qualche passo avanti fatto rispetto al passato che fa raggiungere al film una discreta sufficienza. Iniziamo dall'unico vero punto positivo di questa produzione: la durata. Finalmente il film è di una lunghezza "decente" (un'ora e 15 minuti), e questo garantisce scontri di buona durata ben lontani da quelle battaglie di due minuti del passato. Un bene sicuramente, anche se la maggior parte delle battaglie è stranamente poco spettacolare da vedere, e si risolve senza eccessive idee e varietà. La scelta di trattare passivamente le battaglie è infelice e assurda, ma bisogna dire che la ragione c'è: lo staff Toei questa volta ha cercato di dare spazio ai dialoghi per mandare avanti la storia, invece che le scene action. Purtroppo anche questa scelta s'è però rivelata infelice, visto che in preda ad ambizioni intellettuali s'è voluto eccedere in scene registiche lentissime (Abel che suona la cetra) o in dialoghi troppo ridondanti, troppo gratuiti, troppo.... eccessivi. Proprio quest'eccessiva pesantezza nel mandare avanti la storia cercando di renderla lenta e "impegnata" è il difetto più grande del film, visto che fa ricordare La Legenda dei guerrieri scarlatti come il più noioso film della saga, pesante anche se dura appena mezz'ora più dei film precedenti. Il soggetto però più interessante del solito, gli scontri di lunghezza buona, il solito ottimo comparto tecnico/visivo (anche se c'è un numero di animazioni minore rispetto al passato) e, in Italia, l'ottimo doppiaggio (come scelta di voci e come recitazione) riescono comunque a porre questo terzo film, pur deludente come gli altri, almeno una spanna sopra. Sempre e solo unicamente per fans sfegatati (capaci di correre sopra alle inevitabili, pesanti contraddizioni con la serie principale e con la "coerenza" del mondo kurumadiano: possibile i saint siano riusciti ad uccidere un dio?!), sia chiaro, ma i presupposti per una miglior qualità nei film successivi c'è grazie a questa timida volontà a rinnovarsi. Peccato però per i soliti clichè che rendono questi film l'uno identico all'altro (quante volte Shun sarà stato salvato da Ikki? Quante volte Seiya avrà risolto tutto indossando l'armatura d'oro del Sagittario?).
Curiosità: notevolissime sono le similitudini che legano questo film dalla serie di Hades. Si parte dai gold saint resuscitati e si arriva al cavaliere dei Gemelli che muore sacrificandosi, alle armature d'oro che coprono i corpi dei bronze saint, etc etc...
venerdì, 09 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: L'ARDENTE SCONTRO DEGLI DEI
Produzione: Toei Animation
Regia: Shigeyasu Yamauchi
Anno: 1988
Formato: film cinematografico

La scomparsa di Hyoga nei pressi del regno di Asgard finisce col portare lì gli altri 3 bronze saint e Saori Kido. Un'udienza con Dorbal, sovrano del regno e sacerdote del culto di Odino, convince loro che Hyoga non si trova più lì, quindi decidono di tornare a casa. Si troveranno però ad affrontare una cospirazione mossa contro loro dallo stesso Dorbal e dal suo braccio destro Loki, con l'aiuto dei 3 God Warriors ai loro ordini, tra cui spicca Hyoga....
Curiosa è la genesi del secondo film d'animazione di Saint Seiya. Tutto nasce da un mini-racconto fuoriserie disegnato da Kurumada al termine del Sanctuary Chapter (pubblicato sul volume 13 del manga) intitolato "The Cygnus Story", dove Hyoga in Siberia affronta i Blue Warriors di Alexei. Le glaciali ambientazioni costituivano un buon potenziale per sviluppare una storia da mitologia nordica, ed ecco che nasce così l'ispirazione per questo film ambientato ad Asgard, terra dal freddo perenne dove troviamo i miti di Odino, del Valhalla, del Yggdrasil e di tante altre leggende tanto care ai vichinghi. Ed il risultato è, sicuramente, superiore al primo pessimo film. Le ambientazioni sono infatti ben sfruttate per dare luogo a splendide locations ambientate in ghiacciai, campi innevati e architetture sospese, e la colonna sonora dalle sonorità a tema ben conferisce quel tocco di epicità che dovrebbe essere rappresentato dallo scontro mitologico tra i guerrieri di Atena e quelli di Odino. Una trama un pelo più complessa di quella risibile del primo film è un'altra gradevole aggiunta, così come una caratterizzazione almeno accennata ai protagonisti dell'avventura. Inutile sottolineare l'ovvietà dell'ottima realizzazione tecnica ed il solito character design superbo, e guardiamo invece i difetti principali. Essi sono da ricercare in un'unica cosa: come battaglie e colpi di scena questo secondo film sembra un remake del primo! Di nuovo scontri cortissimi (più lunghi di pochi minuti rispetto al passato), di nuovo i saint di Atena che dopo la loro personale battaglia scompaiono fin quasi alla fine della vicenda, di nuovo Shun che viene asfaltato dal primo nemico che passa e viene quindi salvato in extremis da Ikki, e di nuovo Seiya che risolve tutto con la gold cloth del Sagittario! Sembra proprio che manchi un briciolo di fantasia e varietà agli script della Toei, e questa sensazione di déjà vu che continua a imperare dall'inizio alla fine rovina abbastanza quel che sembrava un gradevole film dalla trama interessante. Come risultato siamo sicuramente superiori al primo ridicolo filmetto, ma la sensazione è che si fosse decisi di far durare di più il film (almeno un'ora e qualcosa invece dei soliti ridicoli 45 minuti!), le battaglie e un pò tutta la storia in particolare ne avrebbero guadagnato. Rimane da sè che, come gli altri, anche questo film rimane fuori continuity dalla saga principale, quindi chi non è un fan sfegatato può tranquillamente evitare.
Curiosità: ispirato a "Cignus Story", questo stesso film ispirerà a sua volta la lunga saga di Asgard nella serie televisiva, probabilmente la migliore saga che Saint Seiya abbia avuto nella sua incarnazione in animazione.
venerdì, 09 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: LA DEA DELLA DISCORDIA
Produzione: Toei Animation
Regia: Kozo Morishita
Anno: 1987
Formato: film cinematografico

Primo film d'animazione dedicato ai sacri guerrieri di Atena, la Dea della Discordia si rivela, prevedibilmente, un insignificante filmetto che non vale un briciolo del tempo di chi non adori alla follia la serie culto di Kurumada. Se infatti il character design di Araki e di Himeno è come al solito spettacolare e le animazioni, gli sfondi e la qualità tecnica generale sono ben superiori agli standard della serie televisiva (ma questo è il minimo, visto che si parla di un film nato per il cinema!), il resto non si può dire per tutto il resto. Kurumada in quest'opera ha pensato unicamente al mecha design delle armature e questo si vede, visto che come storia e personaggi questo brevissimo film è decisamente orrido e insulso. Basti pensare alla serie dei Black Four (per chi ha letto il manga) per capire cosa aspettarsi: in appena 45 minuti di animazione i soliti cinque saint protagonisti abbattono i ben cinque villain d'ordinanza in pochissimi minuti, in scontri di rara bruttezza e velocità. Tralaltro gli avversari qui sono monocaratterizzati, nessuno di loro ha una personalità: si tratta di pura carne di macello che esaurisce i suoi compiti in pochi minuti. Fosse un difetto unicamente dei cattivi si potrebbe sorvolare, ma addirittura i soliti cinque eroi hanno una parte assurdamente insignificante! Shun, Hyoga e Shiryu svolgono un breve combattimento e poi basta, scompaiono totalmente fino a fine film senza avere ripercussione alcuna (la parte di Shun è addirittura involontariamente ridicola: combatte un minuto e viene sconfitto senza neanche riuscire a portare a termine un solo attacco!)! La trama è ancora più brutta del solito: la dea Eris prende possesso del corpo di una ragazza innamorata di Hyoga (una love story appena accennata e che non avrà la benchè minima ripercussione nella soluzione finale della vicenda), rapisce Atena e quindi le dice che la ucciderà affinchè possa risvegliarsi (vi sfugge il nesso di perchè la morte di Atena possa farla tornare in vita? Non siete i soli...) e così portare il male sulla Terra. Arrivano i soliti cinque bronze saint, annientano i sfigatissimi guerrieri di Eris (in questo caso i Ghost knights) e Seiya come al solito risolve la faccenda in un tripudio di miele, vincendo grazie alla forza di amicizia che lo lega ai compagni (e a quella, meno ridicola, dell'armatura d'oro del Sagittario). Inutile stare a specificare che questo film è brutto, inutile specificare che è palesemente fuori continuity dalla serie regolare (ci sono delle contraddizioni spaventose), inutile dire che se non siete fan della serie dovete proprio evitare di prenderlo in mano. Curioso comunque notare come già in questo film appare un certo Orfeo di Lira (che anni dopo sarebbe apparso nella serie di Hades nel manga originale), e che l'abozzo di questo villain (compreso il suo tema musicale) verranno utilizzati per la creazione di Mime nella saga televisiva di Asgard. Un plauso comunque all'edizione italiana Yamato Video: poteva evitare proprio di importare questa schifezza, ma il ridoppiaggio più fedele all'originale è buono, e perlomeno le voci finalmente sono quelle che devono essere (ossia da bambini! I saint sono ragazzini, non possono avere voci da adulti come nel doppiaggio storico italiano della serie televisiva!). Se magari ci fosse stato più impegno nel recitare allora sarebbe stata davvero un'ottima edizione...
giovedì, 14 febbraio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO
Produzione: Toei Animation & Shueisha
Regia: Kazuhito Kikuchi & Kozo Morishita
Serializzazione: 1986 - 1989
Formato: serie tv (114 episodi)

I saint sono potentissimi guerrieri dalla forza sovraumana, capaci di distruggere il terreno e la roccia con la semplice forza dei pugni e dei calci, in virtù dell'esplosione della forza interiore detta cosmo. Sono i guerrieri che lottano per difendere Atena, dea della giustizia, hanno una potente armatura che li protegge e riappaiono sulla Terra ogni volta che vi torna l'oscurità. Seiya, Shiryu, Hyoga, Shun e Ikki sono i cinque saint più forti nella categoria bronze, e dovranno affrontare in terribili battaglie numerosi altri guerrieri che di volta in volta tenteranno di uccidere la dea Atena, reincarnata nella bella Saori Kido. Il Gran Sacerdote della Grecia, l'anello del nibelungo e il dio Poseidone sono i tre grandi avversari che dovranno sconfiggere...
Classico anime di culto entrato nell'immaginario collettivo di tutto il mondo con un successo senza limiti, il Saint Seiya della Toei (conosciuto come "cavalieri dello zodiaco" quasi ovunque nel mondo) è la tipica trasposizione Toei di celebri manga shueisha quando questi erano ancora in corso di serializzazione su rivista. Questo sottointende filler e allungamenti inventati appositamente in animazione per permettere alla storia principale del manga di prendersi avanti, e se in certi casi ciò si è risolto senza creare problemi, in altri le varie modifiche operate dagli sceneggiatori televisivi si sono prese il gran brutto merito di ingenerare incoerenze anche parecchio pesanti con gli sviluppi successivi inventati dall'autore nel fumetto. Questo è, come avrete capito, il caso di Saint Seiya. Ma se pensiamo che già il manga originario di Masami Kurumada aveva notevoli incoerenze, figuratevi una trasposizione che oltre a mantenerle ne aggiunge anche innumerevoli altre... In ogni caso a prima impressione la serie animata di Saint Seiya merita solo elogi: l'epica colonna sonora dai temi orchestrali ellenicheggianti, il superbo e intrigante character design di Shingo Araki (che annienta da solo il mediocre tratto del manga) e l'incredibile cura in animazioni e fondali rende Saint Seiya uno spettacolo per gli occhi. Peraltro la Toei modifica anche il mecha design delle varie armature, rendendole più belle e appariscenti, e sopratutto rende gli scontri più coreografici e spettacolari, aumentando il tasso splatter (ma diminuendo in compenso quello gore). Come se non bastasse, dopo la lunga saga del Santuario (che va dal primo episodio fino al 73), per permettere a Kurumada di andare avanti a disegnare la saga di Poseidone, la Toei ha anche la geniale trovata di inventarsi dal nulla una nuova lunga saga da ben 26 episodi, ispirata al secondo film animato realizzato per il grande schermo ("L'ardente scontro degli Dei", ispirato sua volta ad una storia fuoriserie del manga), intitolata "Asgard Saga", e qui c'è davvero molto da festeggiare perchè si tratta indubbiamente di una lunga saga filler assolutamente spettacolare, dotata di fantastiche musiche e suggestive ambientazioni ghiacciate. Siamo nella terra di Odino: qui i cinque bronze saint dovranno liberare Hilda, regina delle fredde terre polari, liberandola dall'anello del nibelungo che tiene prigioniera la sua volontà e che le fa mettere in piedi un piano di conquista del mondo. Ovviamente i cinque eroi dovranno affrontare i sette guerrieri del nord che la difendono, ed è qui che questa saga trova i suoi massimi pregi: quasi tutti i sette guerrieri godono di un'eccezionale profondità e caratterizzazione che non sono riscontrabili neppure nelle due saghe ufficialmente disegnate e scritte da Kurumada. La solitudine di Fenrir, l'amore impossibile di Hagen per la bella Flare, l'odio di Mime per il padre, la lealtà di Siegfried verso la sua regina... ciascuno dei guerrieri del nord ha una triste storia alle spalle che ne determina l'inclinamento malvagio, e ciascuno di essi perdendo inevitabilmente la vita contro i saint di Atena ha modo di riscattare il passato e di essere liberato dalle sofferenze, in momenti di rara commozione. Questa saga è sicuramente la migliore dell'anime, e riesce addirittura a far rimpiangerne l'assenza nel manga. Esauriti i pregi dell'anime vertenti sulla stupenda realizzazione tecnica e su questa saga-filler inventata di sana pianta ma tragica e bellissima da vedere, per il resto gli sceneggiatori Toei sono solo da fustigare per tutte le libertà che si sono presi dell'inventarsi da zero situazioni e sviluppi che generano incongruenze paradossali per tutta la serie. Non solo vengono inventati di sana pianta dei saint inverosimili e trash la cui costellazione non esiste (tra i tanti... saint del Delfino, della Medusa, del Ragno, i tre ridicoli Steel Saint etc.), ma in questi filler assurdi vengono a mancare sopratutto i presupposti su cui si basa la coerenza dell'intero universo narrativo ideato da Kurumada, ossia che i saint sono esseri umani e che indossare la potentissima armatura non rende il loro corpo immortale. Purtroppo questo la Toei non lo ha capito, ed è così che spesso e volentieri vedremo saint cadere in burroni senza farsi nulla, oppure in altre occasioni la cosa va all'inverso e vedremo addirittura i nostri eroi venire quasi sconfitti da semplici esseri umani che non hanno addosso nessuna armatura!! Fossero solo queste incongruenze sottili il problema... purtroppo gli sceneggiatori Toei si son presi libertà ben più gravi, tipo inventarsi fatti importanti che generano assurdità inspiegabili (Shaina era innamorata di Seiya fin dall'infanzia? Perchè allora a inizio serie cerca di ucciderlo in ogni modo come se non lo conoscesse?!) o addirittura chiudendo l'anime con la saga di Poseidone saltando totalmente quella di Hades (presente solo nel fumetto) dove tutti i nodi venivano al pettine. La serie si conclude così in modo inconcludente, con tanti sviluppi lasciati tragicamente aperti (la sorella di Seiya che fine ha fatto? Perchè i Gold Saint non sono intervenuti contro Poseidone?), il cui unico merito sta nel non aver fatto sputtanare l'ennesima incongruenza inventata dagli sceneggiatori poco prima (il maestro di Shiryu che in passato ha affrontato il padre di Alberich: cosa assolutamente impossibile come si scoprirebbe leggendo la saga di Hades che si trova unicamente sul manga). Le tante incongruenze inventate dai filler della Toei forse risultano impercettibili da chi si visiona la serie autonomamente senza aver mai letto il fumetto di riferimento, ma per chi conosce bene il manga questa trasposizione tempestata di incongruenze si dimostra palesemente inferiore, denotando un'incoerenza rara che al fumetto, pur avendo oggettivi difetti, manca. Ignobili il doppiaggio e l'adattamento italiano, spesso santificati dai fans italici per il tono aulico inventato di sana pianta: evidentemente queste persone dimenticano che questi timbri vocali adulti si adattano pessimamente all'età dei protagonisti (che sono quasi tutti 14enni), e sopratutto corrono troppo facilmente sul fatto che molti dialoghi di una certa importanza vengono totalmente stravolti, reinventati o snaturati, con grave danno alla comprensione finale (Saga non è il fratello del precedente sacerdote!!). Scontato il cambiamento di quasi tutti i nomi, così come il classico riciclo di voci. Definitivamente si poteva sicuramente fare di meglio, ma per chi vuole guardarsi una bella serie di combattimenti tecnicamente stupenda e con sigle d'apertura (ovviamente jap, no quelle italiche) entrate nell'immaginario collettivo, Saint Seiya è la scelta giusta.
venerdì, 04 gennaio 2008
MOBILE SUIT GUNDAM SEED DESTINY SPECIAL EDITION IV - THE COST OF FREEDOM
Produzione: Mainichi Broadcasting & Sunrise
Regia: Mitsuo Fukuda
Anno: 2007
Formato: special tv (1 episodio)

Cosmic Era, anno 73. La guerra tra naturals e coordinators sta volgendo al termine: Djibril, dopo essere riuscito a fuggire da Orb, impianta una base sulla Luna e da qui, utilizzando una potentissima arma chiamata Requiem, cerca di distruggere Plant. Shinn e il resto dell'equipaggia della Minerva glielo impediranno, uccidendolo una volta per tutte e recuperando la spaventosa arma. Solo allora, quando militarmente l'Alleanza è stata totalmente distrutta, il presidente Durandal di Plant rivelerà al mondo intero la sua ambizione, approfittando della diffusa atmosfera di disperazione insista nel cuore di naturals e coordinators stremati dalla guerra: il Destiny Plan. Il piano Destiny è ambizioso, e mira a creare una società nuova dove i geni dei futuri nascituri saranno manipolati in modo tale da rendere le nuove generazioni pacifiste e portate a compiere naturalmente i talenti insiti nel proprio dna. Solo Orb rifiuterà questa nuova società, e questo porterà Durandal a cercare di distruggerlo servendosi del Requiem recuperato dalla base di Djibril. Ultimo baluardo dell'umanità che non vuole accettare il Destiny Plan sarà allora l'equipaggio dell'Archangel, che si getterà all'attacco di Plant per distruggere il Requiem e la megalomania di Durandal...
Finale col botto in questo quarto ed ultimo special riassuntivo di Gundam SEED Destiny! L'ultima Special Edition si rivela davvero buonissima, sicuramente la migliore di tutte quelle dirette da Fukuda fino ad oggi. Tutto quel che accade dalla puntata 43 alla 50 della serie televisiva viene qui riassunto in modo ineccepibile senza sacrificare lunghe scene di epica battaglia, con quasi nessuno stacco infame tra una scena e l'altra, con personaggi ottimamente caratterizzati (a parte Mwu, Bartfield ed i tre DOM Troopers, ma è così fin dalla serie televisiva) e con una chiarezza invidiabile, tant'è che praticamente difetti narrativi di una certa entità non se ne trovano. Per questo bisogna probabilmente ringraziare il fatto che gli ultimi 8 episodi della serie televisiva erano molto lineari e pieni di battaglie, ma questo non toglie nulla all'ottima riuscita del prodotto. Chi cerca aggiunte inedite non ne troverà molte, visto che si parla unicamente delle solite scene rigirate ex novo ben difficili da riconoscere (solo chi conosce a menadito le inquadrature dell'anime originario potrà riconoscerle), ma è sicuramente interessante il brevissimo intermezzo nel finale che funge probabilmente da collegamento col film in produzione: Kira Yamato è ora nell'esercito di Zaft, ed indossa la white coat. Tirando le somme, The Cost of Freedom chiude in bellezza un'ottima miniserie riassuntiva che può tranquillamente essere scelta come alternativa alla serie tv. Unico rammarico il terzo episodio, visto che se avesse modificato certe idiozie del passato avrebbe reso questa Special Edition per davvero un Gundam SEED Destiny superiore alla serie tv. Così è "solo" un ottimo riassunto con alcuni dovuti aggiustamenti (sopratutto riferiti alla storia di Lunamaria con Shinn), ma si poteva aggiustare di più.
giovedì, 03 gennaio 2008
WIFE WITH WIFE
Produzione: Animac & Discovery Team
Regia: Aou Amamoto
Anno: 2005
Formato: oav (2 episodi)

Wife with wife è un hentai anomalo, sicuramente poco riuscito ma dotato di alcune idee interessanti. I due episodi sono slegati, e ciascuno di essi ha personaggi diversi. Il primo oav si focalizza sulla figura di Koutaro, giovanissimo ragazzo che prende il posto del padre morto come direttore in un negozio d'alimentari. Il giovane consuma di nascosto quotidianamente con una sua impiegata per dimenticarsi della sua impossibilità di poter amare la matrigna, ma alla fine riuscirà finalmente a farsi avanti. Il secondo episodio riguarda invece Yosuke e Akira, una coppia di novelli sposi coi primi problemi di vita sessuale in due. Yosuke viene sempre subito durante i rapporti prima di penetrare, ma ci penserà una sua attrice (lui è un aiuto-regista) ad aiutarlo a fare esperienza. Al di là delle storie abbastanza banali che si scadono nel solito sesso abusato, è interessante notare come in entrambi gli episodi temi così imbarazzanti come l'amore edipico e la prima volta a letto vengono trattati con una sensibilità sicuramente fuori dagli schemi a cui ci ha abituati questo genere. In tutte e due le produzioni infatti accanto ad atmosfere di semplice pornografia ne vengono accostate altre molto più delicate e sentimentali, tant'è che spesso sentiremo vicine a noi le sensazioni, i dubbi e le incertezze dei personaggi per ciò che fanno o si accingono a fare, in atmosfere delicate e addirittura psicologiche (magistrale l'imbarazzo ed i lunghi silenzi di Yosuke e Akira nella prima notte insieme). Purtroppo l'abuso del sesso toglie rapidamente interesse alle vicende, così come i numerosi intermezzi di storia totalmente gratuiti e sconclusionati collocati nel primo episodio (a che pro le figure della sorellastra di Koutaro e di suo fratello?). Il risultato finale è da ascrivere negli hentai dalle buone idee ma dalla brutta realizzazione, che difficilmente invoglierà alla visione visti anche il chara design bruttino (diffidate dalla visione dalla copertine dei dvd) e le animazioni mediocri. Se volete dargli una chance visionate unicamente il secondo oav.
martedì, 01 gennaio 2008
ANGELIUM
Produzione: APPP & Moon Rock
Regia: Kazunari Kume
Anno: 2004
Formato: oav (2 episodi)

Hesperis, Euproshne e Aurora sono tre bellissime aspiranti angeli, che per diventarlo a tutti gli effetti vengono mandate da Zeus sulla Terra per superare la prova di rendere felici gli uomini. Cammuffate sulla Terra da un nome umano, le 3 dovranno però fare i conti con un'emissaria di Hades che metterà loro i bastoni tra le ruote: il re dell'oltretomba è preoccupato che Zeus stia allenando le tre ragazze per poter utilizzare i loro poteri per conquistare l'inferno. ..
Angelium è, sinteticamente, una bella idea mal realizzata. Quello che poteva rivelarsi un gradevole hentai "divino" pieno di sesso e situazioni divertenti (sullo stile di Viper GTS) si risolve in un'opera totalmente sconclusionata e piena di sviluppi non realizzati. S'è deciso di concludere la serie in questo modo per poche vendite o è proprio la sceneggiatura che è così brutta? Non ci è dato saperlo. Ci è dato sapere invece che le tre bellissime e divine ragazze non consumeranno praticamente con nessuno; che sono state presentate fin dalla prima puntata altre due belle ragazze (il comandante degli Angeli e la proprietaria della fioreria) che non avranno alcuna ripercussione nella storia e che non vedremo mai in atteggiamenti hot; e sopratutto che la storia si interrompe bruscamente senza farci sapere che ne è dello scontro tra Hades e Zeus, come continua la missione delle tre protagoniste, etc. Peccato perchè se questi due oav fossero stati solo un assaggio di quel che avremmo visto più avanti il giudizio sarebbe estremamente lusinghiero: fresche animazioni, bellissimi colori, gradevoli musiche, character design accattivante (davvero bellissima Miki/Euproshne), simpatico humor "mitologico" e situazioni hot ben dirette, erotiche al punto giusto e con inventiva. Invece il risultato finale sono solo due episodi che mostrano poco, che troncano la storia lasciando il resto all'immaginazione, e che non mostrano mai Hesperis e Euproshne (Aurora è una bambina) in atti sessuali di un certo rilievo (sopratutto la seconda). In attesa di un eventuale terzo episodio che colmi le numerose lacune, Angelium verrà ricordato come un hentai che poteva e doveva essere scritto in modo migliore.
martedì, 01 gennaio 2008
SPA OF LOVE
Produzione: Milky Studio
Regia: P. Nakamura
Anno: 2005
Formato: oav (2 episodi)

Ryoujoku Hitozuma Onsen (letteralmente "Stupri, mogli, terme" e ribattezzato Spa of Love all'estero ) è il classico hentai tutto sesso e zero storia, infinitamente ripetitivo e male girato. Yuji ha la grande fortuna di venire assunto in una locanda termale dalla sorella, e qui con la complicità della sua amica d'infanzia Wakana (ovviamente vergine e pudica) inizia a consumare, oltre che con la sorella, anche con le diverse bellissime casalinghe in vacanza che stanno lì dentro. Ragazze umiliate da discorsi sessisti che man mano che vengono stuprate iniziano a prenderci gusto, sesso incestuoso, voyeurismo, kitsch (Saori che ogni volta che viene sprizza latte dai capezzoli), liquidi corporei in abbondanza, istinti carnali che prevalgono sulla ragione: il menù di questo banalissimo hentai è uguale a quello di tanti altri del genere, c'è pochissimo da salvare e a meno che non adoriate pornazzi senza un minimo di trama potete benissimo evitare questa noiosa visione. Da salvare l'attraente character design delle ragazze e le animazioni nella media, mal bilanciati da riprese banali, da una colonna sonora irritante, dalla totale assenza di erotismo (tutto quel che c'è da vedere viene violentemente sbattuto in faccia senza preparare adeguatamente la scena) e dai dettagli anatomici anonimi. Tratto da un videogioco.
lunedì, 31 dicembre 2007
MOBILE SUIT GUNDAM SEED DESTINY SPECIAL EDITION III - THE HELLFIRE OF DESTINY
Produzione: Mainichi Broadcasting & Sunrise
Regia: Mitsuo Fukuda
Anno: 2006
Formato: special tv (1 episodio)

Cosmic Era, anno 73. La nuova guerra tra naturals e coordinators è quasi giunta al culmine: dopo aver sventato con l'aiuto imprevisto dell'Archangel il quasi totale annichilimento della città di Berlino perpetrata dall'Alleanza terrestre (una cruenta battaglia che culminerà con la distruzione dei Phantom Pain e sopratutto con la morte per mano di Kira di Stellar, che Shinn aveva invano fatto fuggire dalla Minerva), Gilbert Durandal, presidente di Plant, annuncia pubblicamente in diretta mondiale tutti i nomi dei Logos, l'associazione di multinazionali specializzate nella vendita di armi che avevano sobillato l'esercito dell'Alleanza terrestre a iniziare la guerra. La guerra di autodifesa di Plant si trasforma così in una guerra d'attacco sia contro l'Archangel (che nella sua indefinita presa si posizione contro tutti danneggia anche loro) sia contro tutti i Logos e in particolare verso Djibril, la massima carica competente dei mercanti di morte. Le battaglie si susseguiranno, e prima della battaglia finale contro Djibril diversi colpi di scena avranno luogo: Athrun diserta l'esercito di Zaft e torna a bordo dell'Archangel; Kira dopo essersi fatto distruggere il Freedom da un infuriato Shinn ha come nuova unità il potentissimo Strike Freedom; Shinn viene totalmente plasmato dal carisma di Durandal e di Rey (che si rivelerà essere il cane da guardia del presidente di Plant) e dopo aver deciso di non porsi scrupoli nel servire la causa che ritiene giusta riceverà in dotazione un mobile suit dal grande potenziale: il Destiny...
Terzo special riassuntivo di Gundam SEED Destiny, che si occupa di sintetizzare le 14 puntate televisive che vanno dalla 29 alla 42. Ma il risultato è, al contrario dei primi due ottimi Special, leggermente inferiore. L'opera di condensazione continua a essere molto buona, quasi ottima rispetto ai fasti dei tre special del SEED), eppure questa volta c'è più di una scena slegata o male narrata, non poco confusionaria o incomprensibile per chi non ha visto i 50 episodi televisivi (perchè l'Alleanza terrestre ha voluto attaccare e distruggere Dublino? Come sono riusciti Lacus e l'equipaggio dell'Eternal a ricostruire da zero uno uno Strike Freedom ed un Infinite Justice?). Cosa ancora peggiore è che questa volta di aggiunte inedite non c'è quasi nulla (giusto qualche scenetta rigirata da capo), e sopratutto tutte le innumerevoli inverosimiglianze della serie tv sono rimaste intatte: perchè non modificare la sequenza dell'esplosione del Freedom affinchè Kira non sembri un essere divino per essere sopravissuto? E sopratutto perchè non fare lo stesso quando Athrun affronta Shinn e Rey ed esplode anche lui totalmente col suo mezzo sopravvivendo miracolosamente? Queste scene assurde non potevano, ma dovevano venire modificate o rigirate da capo, eppure sono nuovamente lasciate qui in tutta la loro carica trash. E' normale che a Fukuda non si possa chiedere di modificare totalmente gli avvenimenti della serie tv per correggere alcune assurdità (perchè se il padre di Cagalli possedeva come arma segreta l'Akatsuki Gundam non lo ha usato nella serie precedente quando l'Alleanza aveva attaccato Orb? Da dove vengono fuori gli orripilanti DOM Troopers di Orb?), ma dove si poteva mettere qualche pezza per ridurre l'assurdità di certe trovate era un dovere farlo. E invece riecco qui i protagonisti totalmente immortali capaci di sopravvivere a qualsiasi esplosione, ed ecco pure Sting, uno dei extended dell'alleanza, tornare improvvisamente in gioco senza nessuna spiegazione, pur essendo stato letteralmente disintegrato da bordo del suo Chaos Gundam. Vi è poi un errore talmente assurdo nella serie tv che sembra impossibile che non è stato corretto: riecco anche qui dunque la scena dove Kira per salvare Cagalli decolla con lo Strike Rouge, che invece di avere il suo fucsia d'ordinanza ha gli stessi colori dello Strike normale! Sarebbe bastato ricolorarlo per correggere l'errore, ma per qualche assurda ragione il Rouge viene addirittura spacciato per lo Strike! Ma com'è possibile visto che il vecchio Strike con Mwu dentro era stato polverizzato?! Peccato davvero, Fukuda ha perso l'occasione di rendere meno risibile la sua creatura. Al di là però delle correzioni che si dovevano fare a certe trovate di dubbio gusto, il resto è comunque degno di nota: tutta la storia scorre via molto più comprensibile e coerente della dispersiva serie televisiva, e quasi tutti i personaggi continuano a godere di un'ottima caratterizzazione (a partire da Shinn che in questo terzo special assurge a protagonista, passando per Athrun e arrivano a Rey) tolto Mwu, praticamente un fantasma (non che facesse granchè neanche nella serie televisiva, bisogna dire...) che dice 3/4 battute in tutto lo Special. Con anche solo 20 minuti di girato in più (il minimo per dare un briciolo di caratterizzazione a Mwu e spiegare certi fatti poco approfonditi nella sintesi) e magari la modifica delle poche vere idiozie della serie tv, questo terzo Special sarebbe diventato davvero notevole. Così è solo un'onesta e gradevole sintesi di un arco narrativo in più tratti idiota. Peccato.